
Signor Presidente della Repubblica,
a seguito di numerose riflessioni e confronti avvenuti in questi ultimi anni tra artisti, critici e professionisti del settore in merito alle politiche di promozione dell’arte italiana, un considerevole numero di operatori delle arti visive Le rivolge questa breve riflessione consapevole della sensibilità e attenzione da Lei più volte dimostrate in merito alle questioni della cultura intesa come strumento necessario per una democrazia davvero matura e consapevole.
Signor Presidente, sono ormai molti anni che nel nostro Paese il pensiero e l’operato di artisti e intellettuali vengono considerati unicamente come spesa e di conseguenza come valori secondari; ad aggravare ulteriormente la situazione sono i metodi adottati per le nomine delle direzioni di musei pubblici, accademie di Belle Arti e per il conferimento degli incarichi per la direzione e la curatela di rassegne ed esposizioni nazionali che hanno il compito di rappresentare lo stato della cultura contemporanea nel nostro Paese.
A differenza di molte altre nazioni, da ormai troppo tempo in Italia le direzioni di musei pubblici, delle accademie di Belle Arti e delle principali rassegne nazionali (biennali, triennali, quadriennali, etc.) vengono spesso assegnate secondo criteri obsoleti o particolaristici, quando non per cooptazione, limitando l’accesso delle potenziali candidature e ponendo in secondo piano l’analisi approfondita dei percorsi professionali, dei curriculum vitae, dei titoli scientifici.
Signor Presidente, consapevoli di quanto la cultura e l’arte possano divenire, in questo difficile passaggio della Storia, strumenti capaci di aprire nuove e urgenti riflessioni rispetto ai mutamenti del nostro Paese e al suo futuro, crediamo sia venuto il momento di prendere parola per segnalare a Lei e alla classe dirigente italiana una situazione a lungo tollerata, ma oggi non più sostenibile, nel tentativo di sollecitare una discussione urgente, aperta, autenticamente aggiornata su questi temi.
Crediamo che l’indipendenza della cultura sia un valore da difendere e mai come oggi siamo convinti che proprio il pensiero, la cultura e l’arte richiedano un profondo senso di responsabilità e consapevolezza nel rispetto delle regole e a favore di una cultura italiana del XXI secolo autonoma e liberata da forme arretrate di clientelismo; elemento quest’ultimo che non fa che aumentare un pericoloso e sempre maggiore isolamento del nostro Paese rispetto al dibattito culturale internazionale.
Per tutti gli aspetti elencati, Le chiediamo Signor Presidente, di porre attenzione al nostro appello e sollecitare le Istituzioni politiche ad aprire un dibattito in merito, oltre a domandare prassi limpide per le nomine che non mortifichino il merito e le pari opportunità.
A fronte di una significativa produzione culturale che oggi è costretta a confrontarsi con sempre minori risorse, è più che mai urgente che a livello istituzionale gli incarichi destinati a informare le politiche culturali ed espositive di questo Paese siano valutati a partire da modalità di selezione democratiche e trasparenti, nel rispetto delle responsabilità civiche che tali incarichi comportano.
Proponiamo perciò, la costituzione di piccoli e flessibili organismi autonomi, creati ad hoc e composti da rappresentanti della cultura nazionale e internazionale capaci di valutare, con la sufficiente serenità e professionalità, le candidature, non solo sulla base dei titoli ma anche della valutazione preventiva di orientamenti e progetti scientifici e delle capacità organizzative nonché delle idee originali e delle prospettive di crescita culturale.
Ci rivolgiamo a Lei, signor Presidente, perché abbiamo la certezza che, come noi, senta la necessità di dare nuovo slancio culturale a un paese che ha bisogno, più di altri, di pensare la cultura come strumento di democrazia, come patrimonio collettivo e diritto di tutti; in particolare per le nuove generazioni e per le nuove cittadine e i nuovi cittadini italiani.
In attesa di una Sua risposta, Le porgiamo la nostra gratitudine per il Suo operato e i sensi della nostra più alta stima,
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