Italy, implement EU-ban on live bait!

Years after the European Union forbade the use of live baits in bird hunt, in Italy little song-birds are still legally caught with nets by permission of local authorities and distributed to certified hunters, who keep them in tiny cages in dark rooms. When the men go hunting, they hang the little cages up on trees and the imprisoned birds sing joyfully to the long missed daylight, as if it were spring, even in the depths of winter: their song attracts swarms of birds of the same species in front of the hunters' guns that are hidden in the bush.

On July 24, 2014, the Italian senate put off once again the adoption of the (compulsory!) EU-ban on live bait. Tell the Italian government to implement that ban at last!

Caro Matteo,


il 25 luglio 2014 tutto il mondo ha potuto ascoltare per radio una seduta del senato, registrata presumibilmente il giorno precedente. Una senatrice del PD ha preso la parola ed ha chiesto un atto legislativo semplicissimo, giusto, razionale, tanto che ogni persona dotata di buon senso avrebbe appoggiata la sua richiesta. Invece, il capogruppo PD, senatore Zanda, urlava e interrompeva la senatrice del suo stesso partito, cercando di non farla parlare. Quella senatrice chiedeva che la Repubblica Italiana recepisse finalmente nella regolamentazione dell’ attività venatoria il divieto sancito anni fa dall’ Unione Europea di catturare e d’ impiegare i “richiami vivi”, cioè gli uccelli costretti a fare da esca vivente per la carneficina dei loro simili. In quanto stato membro dell’ Unione Europea, la Repubblica Italiana è tenuta a recepirne la legislazione: se non lo fa, si mette al di fuori della legalità. Quella senatrice, dunque, non chiedeva altro che il rispetto della legalità, ma il suo capogruppo l’ ha zittita, e il Partito Democratico ha votato compatto per rimandare l’ applicazione di quella norma europea, cioè il Partito Democratico ha votato per rimanere nell’ illegalità rispetto alla legislazione europea. Noi sottoscritti, persone di ogni sesso, di ogni età, di ogni razza e di ogni lingua, residenti in ogni parte del mondo, accomunate soltanto dall’ attenzione e dalla sensibilità con cui seguiamo gli avvenimenti, deploriamo profondamente la decisione presa dal senato italiano il 24 luglio 2014 e ci stupiamo che un partito che si chiama democratico possa comportarsi in quel modo. Sappiamo bene quale massa di voti la lobby dei cacciatori sia capace di spostare in Italia, ma non crediamo che sia un motivo valido per derogare alla legalità. Anche la mafia, se è per questo, è capace di spostare masse ingenti di voti, ma noi non lo riteniamo un criterio accettabile.

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