
Questo appello al governo, non è solo sotto forma di petizione, ma anche come lettera di protesta. Firma la petizione, copia ed incolla la lettera ed inviala alle mail a fine pagina. (Leggete tutta la lettera contiene informazioni importanti!!)
Alla cortese attenzione:
· del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen. Maurizio Sacconi
· del Ministro della salute, On. Ferruccio Fazio
· del Sottosegretario alla salute, On. Francesca Martini
· del Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla
· degli organi di controllo ministeriali
· degli uffici del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti
· dell' Ordine dei Medici Veterinari
· dei medici veterinari della Task Force per la "Tutela degli animali d%u2019affezione, la lotta al randagismo e ai maltrattamenti e ai canili-lager"
La Legge 281/91 è entrata in vigore 1991 e nonostante siano passati quasi vent%u2019anni la situazione del randagismo in Italia è tutt' altro che risolta.
La Lav ha stimato che i cani randagi in Italia sono circa 1.000.000, di questi circa 149.500 sono ospitati in canili attrezzati.
I cani di proprietà poi, sono all%u2019incirca 6.000.000 e ogni anno ne vengono abbandonati circa 45.000.
Da questo articolo di un%u2019autorevole testata:
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/03/18/1002815-randagi_leggi_sono_vengono_applicate.shtml
si evince che le leggi in materia di diritti degli animali vengono applicate soprattutto al Nord, ma questo non vale per le regioni del Sud dove infatti il problema del randagismo è decisamente fuori controllo.
Le regioni del Sud lamentano, mancanza di fondi, di strutture e di risorse, per questo i cani vengono lasciati liberi sul territorio, in realtà alla base di questo problema ci sono ragioni culturali e le speculazioni sui fondi destinati al randagismo.
In 20 anni questi fenomeni si sono palesati, ma di fatto, ad oggi non c%u2019è stato alcun intervento concreto per migliorare questa situazione. In Parlamento giacciono dieci proposte di legge per migliorare la Legge 281/%u201991, al fine di ridefinire le competenze locali che vedono anche i Servizi Veterinari Asl in genere colpevolmente assenti. In molte asl (soprattutto al sud) dove in questi anni sono stati inseriti i microchip o effettuato il tatuaggio ai cani di proprietà, sono indietro di anni con le registrazioni all%u2019anagrafe canina sia regionale che nazionale!!! Per cui, se il cane viene abbandonato o smarrito o rubato, non si riuscirà mai a risalite al proprietario.
È stato stabilito, inoltre che i comuni, singoli o associati, debbano provvedere ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione e il risanamento dei canili comunali esistenti e costruire nuovi rifugi laddove non esistono.. Si tratta di operazioni aggiuntive a quelle analoghe predisposte da ogni Servizio veterinario Asl. C%u2019è poi da aggiungere che la riqualificazione dei canili sanitari e dei rifugi da parte dei Comuni, con i fondi messi a disposizione dalle Regioni, resta una delle ragioni principali del fenomeno della speculazione legato al mondo degli appalti dei canili.
Le leggi quindi ci sono ma vengono disattese non solo dai cittadini, ma anche dagli organi istituzionali preposti, anzi sembra che in certe aree italiane, specialmente al sud, i randagi costituiscano una risorsa di fondi e il loro proliferare, una benedizione %u2026!!!
In alcuni Comuni poi, dove i cani vengono lasciati moltiplicarsi e in situazioni di degrado da terzo mondo, quando la situazione sfugge al controllo o succede qualcosa di eclatante, come aggressioni da branco, c%u2019è un rimbalzo di responsabilità tra Sindaci, Prefetto e Procura per la mancata vigilanza e nello scarica barile generale si punta il dito su quelle povere bestie, piegate o incattivite dall%u2019incuria e dagli abusi degli umani e si pensa che l%u2019unica soluzione sia la soppressione! In altri casi i sindaci diventano affama-randagi e impongono ordinanze che vietano di sfamare oltre ai cani anche i gatti randagi (come e questo servisse a non farli moltiplicare o a farli sparire), per non parlare delle morie dovute alle esche avvelenate (dei cittadini che decidono di farsi giustizia da soli!), per cui queste povere bestie vengono condannate a morire di inedia o tra le atroci sofferenze del veleno.
Tutto questo è inacettabile!
Le storie tragiche dei cani e i gatti randagi le conosciamo tutti, questo non è solo un problema relativo alla sicurezza sulle strade, alla prevenzione di malattie, al pericolo di aggressione dei branchi, all%u2019empatia fra esseri senzienti o al comune senso morale e civile (che non è poco): qui c%u2019è una grave violazione delle leggi in primo luogo da parte delle istituzioni e di conseguenza dai cittadini ed una %u201Cstrana gestione%u201C dei finanziamenti destinati alla risoluzione dello stesso!
E nel frattempo l%u2019emergenza rimane e la gente, le piccole associazioni di volontari, i singoli amanti degli animali, si auto-tassano cimentandosi in gare di solidarietà sul web per salvare cani e gatti vittime di abbandoni e/o maltrattamento, contribuire nelle cure mediche e nella manutenzione di canili e rifugi, oppure offrendo la propria casa e le proprie cure a cani o gatti malconci che non trovano posto in altro luogo se non la strada e promuovendo le adozioni, anche a distanza.
E i soldi stanziati dallo stato e destinati proprio a per queste cose dove finiscono????
Gli animalisti, i volontari e la gente comune sono indignati e chiedono al governo di intervenire in maniera severa!
I cittadini vogliono potersi fidare delle istituzioni! La gente per bene che crede nei valori umani e civili deve poter contare sull'appoggio delle istituzioni anche perchè ci sono leggi e fondi a riguardo. Se i responsabili di abbandoni e maltrattamenti fossero sanzionati come da legge, considerati i numeri che ci sono al sud, nelle casse di questi comuni entrerebbero i fondi necessari per le spese anti-randagismo che adesso lamentano di non poter sostenere!!!!
Chiediamo quindi MAGGIORE PRESENZA DEL GOVERNO nel CONTROLLO per L'OSSERVANZA DA PARTE DEI CITTADINI, COMUNI ED ISTITUZIONI LOCALI PREPOSTE, DELLE LEGGI ANTI-RANDAGISMO IN VIGORE e SERIE INDAGINI E SANZIONI PER ABBANDONI E MALTRATTAMENTI nelle aree a più alto rischio, come il Sud Italia.
In sintesi in questa lettera /petizione chiediamo:
Al fine reperire e sanzionare i proprietari come nel caso di questo Bracco abbandonato per strada nel napoletano, è stato investito, recuperato con difficoltà dai una volontaria è poi deceduto dopo una lunga agonia. Era chiappato e tatuato, ma non si è mai riusciti a risalire al proprietario!!
http://www.youtube.com/watch?v=OvHuUioWjto
Firma la petizione, copia ed incolla questa lettera e inviala a questi indirizzi:
segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it,
ufficioconvegniministro@lavoro.gov.it,
serviziocontrollointerno@mailcert.lavoro.gov.it,
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