Il dramma dei Rohingya: Bisogna agire subito per i rifugiati in fuga dal Myanmar

C’è poco cibo. Molti riescono a mangiare solo una porzione di riso bianco al giorno.
Neanche l’acqua potabile è abbastanza per tutti. Molti bevono acqua prelevata da risaie, pozzanghere, o pozzi superficiali scavati a mano, spesso contaminati da escrementi. È la situazione estremamente precaria e drammatica che stanno vivendo in Bangladesh più di 422.000 rifugiati Rohingya, scappati dalle violenze nello Stato di Rakhine, in Myanmar.

Le strutture mediche, incluse le nostre cliniche, sono al collasso. In poche settimane abbiamo ricevuto 9.602 pazienti in ambulatorio e 3.344 pazienti in pronto soccorso.

Nei campi il rischio che scoppino epidemie di malattie infettive è molto elevato. Abbiamo già preparato un’unità di isolamento per poter contenere in modo rapido i casi sospetti di colera o morbillo o quelli già identificati. Stiamo aumentando il nostro intervento con l'arrivo di nuovi infermieri, ostetrici e medici.

Non c’è un minuto da perdere. Aiutaci a continuare.
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